Crippa Roberto

Monza, 1921- Presso, 1972.

Immerso attivamente nel clima artistico internazionale, tutta la sua opera riflette la partecipazione esistenziale, la sofferta adesione dell’artista alla vicenda dell’uomo in perpetua ansia di conquista dello spazio visibile. Questa angoscia Crippa la portava nella sua vita personale e nella sua passione per il volo che gli sarebbe costata la vita.

Laureato in architettura, studia a Milano, all’Accademia di Brera sotto la guida di Carpi, Funi, Carrà divenendo anche pittore e scultore. I primi dipinti figurativi datano 1945, e già l’anno successivo comincia ad esporre personali in Italia e all’estero.

Si diploma all’Accademia ed espone alla Galleria Bergamini a Milano, dove risente del clima post-cubista. NeI 1948 partecipa alla Triennale di Milano e alla Biennale di Venezia. Nel 1950, è ancora presente alla Biennale di Venezia ed espone nella mostra collettiva “Arte spaziale” alla Galleria Casanova di Trieste. Frequenta Lucio Fontana e firma il terzo dei manifesti dello Spazialismo “Proposta di un regolamento”.

Nel 1951 firma il Manifesto dell’Arte Spaziale e visita New York dove conosce il gallerista Alexander Jolas, che gli organizzerà mostre personali dalla cadenza annuale. Nello stesso periodo è  tra i primi ad aderire alla poetica informale dell’ Action Painting. Fra il 1948 e il 1952 le sue opere sono caratterizzate dal segno-gesto delle spirali e delle ellissi, cui segue quello da lui definito dei “collages” (a partire dal ’56) e quello, negli ultimi anni, definito da M. Tapié “la metafisica delle materie”.

Partecipa ad esposizioni personali e collettive a New York, al Naviglio a Milano, a Firenze, a Venezia, Zurigo, Stoccolma. Nel 1954 partecipa alla Biennale di Venezia, e alla X Triennale di Milano, espone a New York e tiene viva la collaborazione con architetti, già iniziata nel 1951 in occasione della Triennale. Nel 1956, è presente in collettive a Tokyo, Hiroshima, Amsterdam, Madrid e in personali a Parigi e Roma. Continua la sua presenza a New York, Londra, Buenos Aires  per tutto il 1957 anno in cui realizza i primi sugheri, cortecce e legni, oltre che proseguire la realizzazione di ferri, bronzi, pezzi in acciaio dal contenuto neo-primitivo e simbolico.

Nel 1962, durante uno dei suoi numerosi voli acrobatici, si frattura le gambe e per un anno è costretto all’uso di una carrozzina e di stampelle, impedimento che non blocca il suo vitalismo.

Segue I’iter espositivo veramente molto fitto in Italia e all’estero, al quale affianca instancabilmente la passione per il volo acrobatico, tanto da essere invitato nel 1971 a rappresentare l’Italia ai Campionati mondiali di acrobazia per il 1972. Proprio nel 1972 però il suo monoposto precipita presso l’aeroporto di Bresso e Crippa, a soli cinquantun’anni, trova la morte insieme al suo allievo Piero Crespi.