Attardi Ugo

Attardi Ugo
Ugo Attardi (Sori, 12 marzo 1923 – Roma, 20 luglio 2006) è stato un pittore, scultore e scrittore italiano.
Il clima ricco di iniziative culturali e civili del dopoguerra gli consente di riprendere con slancio la propria ricerca. Con alcuni giovani artisti, nel 1948, costituisce il movimento Forma Uno, di orientamento astratto, maturando tuttavia visioni divergenti rispetto al resto del gruppo. I suoi compagni erano Carla Accardi, Antonio Sanfilippo, Pietro Consagra, Piero Dorazio, Mino Guerrini, Concetto Maugeri, Achille Perilli e Giulio Turcato.
Nei primi anni cinquanta orienta la sua arte verso l’espressionismo, ispirandosi tra gli altri a Francis Bacon e George Grosz, affiancando alla propria attività di artista l’impegno politico all’interno del Partito Comunista Italiano. L’esigenza di sperimentare un rapporto nuovo e visionario con la realtà lo porta ad allontanarsi dall’astrattismo, per studiare una propria forma di espressionismo. Nel 1952 e nel 1954 è invitato alla XXVI e alla XXVII Biennale di Venezia. Nel 1956, pur nel pieno della crisi dei realismi, espone con successo in una galleria di Trastevere. Nel 1958 partecipa alla fondazione e inizia la collaborazione col giornale di cultura e politica “Città Aperta”, insieme a Tommaso Chiaretti, Elio Petri, Renzo Vespignani, Mario Socrate. Nei primi anni sessanta partecipa a numerose esposizioni sia in Italia che all’estero. Nel 1961 fonda il gruppo Il Pro e il Contro, capeggiando a tutte le manifestazioni fino all’ultimo anno, quello dello scioglimento.
Nel 1974 realizza il drappellone del Palio di Siena del 16 agosto. Nel 1986 e nel 1987 espone alla ICAF di Londra e all’Expo Internazionale di Arte Contemporanea di Milano. Nel 1988 le sue opere sono esposte a Tokyo.
Nel 2003 la Presidenza del Consiglio dei Ministri della Repubblica gli conferisce il Premio per la Cultura nel Settore dell´Arte, quale riconoscimento istituzionale volto a segnalare la figura e l’opera di grandi artisti e personalità della cultura.
Nel 2006 ha ricevuto dal Presidente Carlo Azeglio Ciampi, il titolo di Grande Ufficiale della Repubblica, per i suoi meriti artistici e per aver saputo diffondere e valorizzare in tutto il mondo il genio e la creatività italiani.
Si spegne al Policlinico Gemelli di Roma a 83 anni.