Gentilini Franco

Gentilini Franco

Franco Gentilini (Faenza, 4 agosto 1909 – Roma, 5 aprile 1981). Dal 1921 al 1925 lavora a Faenza come ceramista, contemporaneamente segue i corsi di pittura all’Accademia di Belle Arti di Bologna, dove incontra Morandi. Nel 1930 il primo viaggio a Parigi per studiare dal vero gli impressionisti e Cezanne. Partecipa alla XVII Biennale di Venezia. Nel 1932 si trasferisce definitivamente a Roma dove conosce Scipione e Mafai ed inizia a frequentare lo storico Caffè Aragno, dove incontra Cagli. Negli anni Trenta partecipa a numerosi premi, mostre e manifestazioni: nel 1933 tiene la prima personale a Roma. Espone alle Quadriennali di Roma dal 1935 e alle Biennali di Venezia dal 1936. Nel 1937 il Premio Carnegie a Pittsburg. Negli anni Quaranta affianca all’attività pittorica una intensa produzione grafica. Nel 1947, durante un soggiorno parigino, matura un nuovo linguaggio dove l’eredità della “Scuola romana” si unisce a echi internazionali: dal cubismo al surrealismo di segno chagalliano, alle ricerche materiche di matrice informale di Dubuffet e Fautrier. Nel dopoguerra mette a punto la sua caratteristica tecnica fatta di un felice connubio tra pittura e disegno con un fondo preparatorio in sabbia di fiume. Nel 1955 partecipa a rassegne di pittura italiana in Giappone, Spagna, Francia e Brasile, dove esporrà numerose volte anche in futuro. Ottiene la cattedra di Pittura all’Accademia di Belle Arti di Roma, dove insegnerà fino al 1977. Inizia la serie delle “Cattedrali” accanto a nudi femminili, nature morte ed animali. Soggetti concepiti con la tipica immaginazione, sempre venata d’ironia. Dalla metà degli anni ’50 le sue figure e composizioni si modificano verso l’essenzialità geometrica, assumendo quasi una bidimensionalità piena di effetti cromatici e ritmici. La sua intensa attività a livello internazionale prosegue fino al 1981, quando muore il 5 aprile dopo brevissima malattia.