Giorgi Giuseppe

Giorgi Giuseppe

Nato nel 1950 a Borbona, in un piccolo paese appenninico del reatino, si trasferisce a Roma con la sua famiglia nel 1954 dove da allora abita e lavora, mantenendo comunque uno stretto legame con i suoi luoghi d’origine. Durante i primi anni del liceo lo sculture Franco Verroca, lo avvia allo studio della figura e alla conoscenza dei materiali e delle tecniche plastiche. Si iscrive poi all’università di Architettura, anni determinanti per quanto concerne il senso spaziale e costruttivo.A Roma insieme ad altri artisti del gruppo “Il collettivo”, espone in varie gallerie opere che affrontano la problematica sociale e politica che va sviluppandosi in quegli anni. Una sua opera riceve uno dei premi della città di Monterotondo (1970) ed entra a far parte delle collezioni della Pinacoteca. Partecipa alla Quadriennale nazionale d’arte del 1975, inserito nella sezione “Nuova Figurazione”. Determinante è nel 1979 il viaggio di studio a Parigi, dove ammira le opere dei grandi maestri impressionisti: nascono gli “Omaggio a Monet”, “Ninfee” e “Riflessi sull’acqua”. Alcune di queste opere, insieme ad altre che rappresentano malinconiche fanciulle con elementi di chiaro riferimento floreale, saranno presenti nella mostra Expo Art di New York (1981). Negli anni Ottanta svolge un’intensa attività espositiva: personali in gallerie di Catania, Bolzano, Siena, Merano e Firenze; una mostra che si sposta da Dusseldorf a Basilea; varie edizioni della Expo Arte di Bari. Intanto visita Vienna, Amsterdam, Monaco ed altre città europee; le suggestioni nordiche si fondono alla solarità mediterranea negli sguardi delle fanciulle, nel paesaggio che le immerge: “paesaggio dell’anima” cui Giuseppe Giorgi affida le migliori doti di pittore, memore di una complessa cultura figurativa, il fine-secolo europeo, con il suo sguardo decadente e simbolista.

Dal 1985 al 1987 espone in personali a Cremona, Bergamo, Catania, viene presentato al pubblico romano ed alla critica con la mostra “Dai Giardini”, dove fanno le prime apparizioni serre, edifici classici, ville venete, soggetti sapientemente indagati ed immersi in impalpabili atmosfere.

Con la mostra tenutasi da Mitsukoschi a Tokyo (1989) inizia un intenso rapporto con il Giappone attraverso la Galerie Sanbi che presenta alcune mostre personali e lo inserisce in varie collettive.

Lo stesso anno ottiene il Premio Fatati dalla città di Arrone e nel 1990 la Galleria dei Greci in collaborazione con il comune della città di Ascoli Piceno, gli allestisce una personale nell’antica sala dei Mercatori del Palazzo Comunale.

L’artista nell’interpretazione dei luoghi e delle atmosfere cittadine più suggestive, accentua i valori cromatici e le scansioni spaziali del dipinto, ottenendo un’immagine intensa ed espressiva, più pittorica che realistica.

Tale ricerca diventa dato essenziale ed immediato nel lavoro degli anni più recenti.

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