Pozzati Concetto

Pozzati Concetto

Nato a Vò di Padova il 1935.

Da sempre riconosciuto come abile investigatore del linguaggio della pittura, la cui coscienza critica rappresenta  la centralità del suo lavoro, nella seconda metà degli anni ’50 Pozzati è uno dei protagonisti della Nouvelle Figuration, movimento assimilabile alla Pop Art americana, anche se con un coinvolgimento politico più marcato. Significativa per l’artista è non solo l’analisi dei modi espressivi, ma anche dei meccanismi percettivi e il loro funzionamento nella psicologia del fruitore, come chiaramente testimoniano i suoi più recenti cicli: “Impossibile paesaggio ”, “Sentinelle della pittura”, “Tutto di…testa ” e “II pittore è il burattinaio ”.

Dopo il conseguimento del diploma presso L’Istituto d’Arte di Bologna, si reca nel ’55 a Parigi per un periodo di perfezionamento nella grafica pubblicitaria presso l’atelier dello zio Severo Pozzati (Sepo) col quale fonda in seguito una scuola d’arte pubblicitaria a Bologna. Dal 1956 al 1967 insegna grafica pubblicitaria. Nel 1962 e nel 1964 realizza alcune scenografie per i teatri stabili. Dal 1967 insegna all’Accademia di Belle Arti di Urbino, che poi dirige sino al 1973. Insegna anche all’Accademia di Firenze e attualmente e’ titolare di una cattedra di pittura dell’Accademia di Belle Arti di Bologna.

Nel 1958 espone alla Galleria La Salita di Roma con Fioroni, Schettini e Valentini, alla Permanente di Milano e alla collettiva di pittura promossa dal quotidiano Il Giorno. Del 1959 la prima mostra personale, al Salone Annunciata di Milano, a cui fa seguito l’altra importante esposizione a Palazzo Grassi a Venezia.

Oltre a vantare numerose personali in varie città italiane, a partire dagli anni ‘60 partecipa alle principali manifestazioni internazionali, tra le quali: Biennali di Venezia del ‘64,’72,’82; Biennale di San Paolo del Brasile nel ‘63 e ‘94, di Tokyo nel ‘63; Dokumenta di Kassel nel ‘64; Biennale di Parigi nel ‘69; Quadriennali di Roma; alle rassegne italiane di città del Messico, Vienna, Barcellona, Chicago, Parigi, Londra, Kyoto, Francoforte, Berlino, Marsiglia. Contemporaneamente comincia a collaborare con riviste specializzate interessandosi dei problemi di critica e di teoria dell’arte viste da parte del pittore.

Dalla figurazione oggettiva dei primi anni ‘60, impostata su un’organizzazione geometrica dell’immagine, di cui ne è un esempio il ciclo di lavori del 1963 dal titolo “Schifanoia ortogonale”, l’attenzione dell’artista si rivolge verso la riproduzione con effetti di “trompe l’oeïl ” di immagini pubblicitarie. In seguito Pozzati, imbevuto della convinzione che “le immagini non nascono dall’immaginazione, ma solo da altre immagini”, si rivolge come “predone d’immagini” al patrimonio iconoclastico del passato, sia per attingere a temi e rivisitare dipinti consacrati dalla tradizione, sia per proporre nuove combinazioni di immagini, con forte intento ironico.

 

Lungo gli anni ’70-‘80 l’artista elabora anche assemblages di oggetti disparati come vecchie fotografie, buste, riproduzioni, comprendendo anche citazioni dal passato come episodiche mediazioni massmediali. Nel 1981 presenzia alla rassegna curata da  F. Menna al Palazzo delle Esposizioni di Roma “Linee della ricerca artistica in Italia 1960-1980 ” . Alla metà del decennio Pozzati realizza una serie di acquerelli a soggetto di pani giganteschi.

Muore a Bologna il 02 Agosto 2017.