Quando il mare ispira gli artisti

Ovvero le opere d’arte che solo a pensarci ti restituiscono l’odore della salsedine.

Bestia indomabile o favorevole amico, il mare è da sempre la più mistica tra le presenze che animano il mondo dell’arte.

E’ luglio già da qualche giorno, il caldo non dà tregua e al pensiero “naufragar è dolce in questo mare”, o mari, tanti quanti sono gli artisti che lo hanno interpretato, è il caso di dirlo, e a cui ci viene di pensare.
Tra le classiche scene marine e sottomarine, quieti notti esotiche e visioni apocalittiche, noi ve ne riproponiamo cinque tra le più audaci.

IMPRESSION, SOLEIL LEVANT (Claude Monet, 1872)

Prima opera “impressionista”, dal quale titolo il nome di uno dei più grandi movimenti artistici, ci offre la calma irreale dell’alba di una mattina qualsiasi. Il mare restituisce ad ogni cosa il suo doppio ma ci ricorda che tutto questo è effimero: basta un refolo di vento per scompaginare ogni immagine irreale.

L’ONDA (Paul Gauguin, 1888)

Potente, aggressivo, indomabile, vivo. Quasi un dio, per Gauguin che fu anche marinaio e il mare lo conosceva bene.

IL MONACO IN RIVA AL MARE (Caspar David Friedrich 1809-10)

Orizzonte e specchio mistico, limite o confine, il mare fa da controparte ai pensieri di un monaco e, per estensione, a quelli di qualsiasi uomo: ne dimostra la profondità, l’incostanza, la bellezza e la potenza soprattutto.

LA GRANDE ONDA DI KANAGAWA (Katsushika Hokusai 1830-1831)

La più celebre onda dell’arte orientale. E la più potente della storia dell’arte: dirompente, pericolosa e insieme armoniosa. Danza con le barche tenendole in equilibrio perfetto e rischioso, danza con lo spettatore, danza con il Monte Fuji affermando nettamente la sua forza, l’incedere dei suoi artigli. In una parola riformula il concetto troppo umano di sublime: spavento e riverenza.

VELE AL VENTO (UGO NESPOLO 2017)

Vele al vento (maggiori informazioni qui)

Geometrico, colorato, in movimento. Pop e ricco di citazioni. Un mare contemporaneo, miscellanea di sacro e profano, utile ed inutile, profondo e patinato. Specchio della nostra contemporanea quotidianità.